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Ambiente e natura

Immagine di un prato fiorito nei dintorni di Prezzo

Se ti lasci Prezzo alle spalle e continui per la strada che sale fra curve e tornanti, boschi e prati aperti, superi la chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie, e ad un certo punto arrivi a Boniprati. Ti accorgi subito di essere nell'altipiano, perchè la salita finisce e lo sguardo può perdersi fra antiche baite ristrutturate e prati falciati. Sempre rimanendo in campo naturalistico, il fondo dell'altipiano è caratterizzato dalla presenza di un bacino di torba, la cui origine viene fatta risalire da qualcuno ad un antico bacino glaciale, prospettata verso nord, la Valle di Daone ed i monti dell’Adamello.

La sequenza del bosco e delle radure, sparse di fienili è davvero esemplare. Oggi è principalmente meta di vacanze riposanti dei paesani, i quali da generazioni posseggono un fienile, che negli ultimi decenni ha cambiato funzione, passando da casa di montagna per il bestiame ed il fieno ad abitazione per ferie; dei villeggianti, ospiti graditi dell'albergo e dei ristoranti che operano quassù. Boniprati. Il nome la dice tutta sull'importanza che i paesani di Prezzo, Castel Condino e Bersone davano a questo luogo, fatto di "boni pradi", fertili e facili da coltivare, al piano, e non su declivi scoscesi. D'estate prati e case si animano di famiglie, e mentre il papà falcia l'erba attorno al fienile e la mamma prepara una fumante polenta, i bambini giocano e saltano all'aria libera.

D'inverno negli ultimi anni la zona si è trasformata in un piccolo paradiso per gli amanti dello sci alpinismo. Questa disciplina è la nuova frontiera dello sci e sta attirando un sempre maggior numero di appassionati che esausti dalla congestione ormai cronica dei centri sciistici, ricerca ed assapora, oltre alla voglia di fatica, l’evasione verso spazi infiniti. Malga Campello, malga Table, malga Clevet, Clef, Cleabà, malga e cima Pissola. Sono tutti nomi cari agli amanti delle pelli di foca. Cima Remà, per parte sua, offre agli esperti un panorama naturalistico raro, contando su una presenza di endemismi che la fa paragonare al monte Baldo.

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